Tarlo asiatico, nuovi obblighi nelle zone cuscinetto
È stato recentemente aggiornato il perimetro delle aree delimitate per la presenza di Anoplophora glabripennis, noto come tarlo asiatico del fusto, insetto classificato come organismo nocivo da quarantena rilevante per l’Unione Europea.
In Lombardia il monitoraggio è coordinato dal Servizio Fitosanitario Regionale di Regione Lombardia, che ha ridefinito le zone interessate dai focolai attivi e nuove regole .
La zona sud del Parco dei Colli di Bergamo rientra tra le zone cuscinetto, istituite con un raggio di 2 chilometri attorno alle aree infestate. In queste aree è attiva una sorveglianza rafforzata finalizzata al contenimento e all’eventuale eradicazione dell’insetto.
Per visualizzare la cartografia con le aree delimitate per A. glabripennis sul territorio della Regione Lombardia visita il Geoportale di Regione Lombardia o clicca il seguente link.
Perché è un insetto così pericoloso
Il tarlo asiatico attacca numerose specie di latifoglie ornamentali, forestali e urbane. Attualmente in Lombardia è stato riscontrato su:
- Acer spp. (acero)
- Aesculus spp. (ippocastano)
- Betula spp. (betulla)
- Populus spp. (pioppo)
- Salix spp. (salice)
- Ulmus spp. (olmo)
I danni più gravi sono causati dalle larve, che scavano gallerie profonde nel legno compromettendo la stabilità strutturale dell’albero. Gli adulti, invece, producono caratteristici fori circolari di sfarfallamento. Le lesioni possono inoltre favorire l’ingresso di patogeni fungini e determinare un progressivo deperimento della pianta.
Cosa cambia nelle aree delimitate
Nelle zone delimitate sono in vigore obblighi e divieti specifici, validi sia in ambito urbano sia forestale.
In particolare:
- È vietato movimentare, al di fuori dell’area delimitata, legname e residui di potatura non cippati appartenenti a numerosi generi arborei, tra cui Acer, Aesculus, Albizia, Alnus, Betula, Carpinus, Celtis, Corylus, Fagus, Fraxinus, Gleditsia, Hibiscus, Koelreuteria, Malus, Morus, Platanus, Populus, Prunus, Pyrus, Quercus rubra, Robinia, Salix, Sorbus, Tilia e Ulmus
- È vietata la messa a dimora in piena aria, nell’area delimitata, di alberi appartenenti ai generi Acer, Aesculus, Betula, Fraxinus, Populus, Salix e Ulmus
- È obbligatoria la notifica al Servizio Fitosanitario Regionale degli interventi di abbattimento e potatura delle specie sensibili
- È obbligatoria la distruzione, entro il 15 maggio di ogni anno, dei residui legnosi derivanti da abbattimenti e potature delle specie indicate
Le attività vivaistiche ricadenti nella zona delimitata devono effettuare trattamenti insetticidi sulle piante sensibili nel periodo di presenza degli adulti, indicativamente da inizio giugno a fine settembre.
Il ruolo della comunità
Il rispetto di queste disposizioni è fondamentale per contenere la diffusione dell’insetto e tutelare il patrimonio arboreo del territorio.
In presenza di segnali sospetti - fori circolari sul tronco, rosura alla base della pianta, deperimento anomalo della chioma - è importante non intervenire autonomamente ma rivolgersi agli uffici competenti per le verifiche del caso.
La protezione del verde del Parco e delle aree circostanti è una responsabilità condivisa che coinvolge enti pubblici, operatori del settore e cittadini.
Informazione, prevenzione e collaborazione rappresentano gli strumenti più efficaci per salvaguardare la qualità ambientale e il paesaggio del territorio.
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